Rocca di Cave, con il nome di “Castello dei santi tre“, per via dei tre duomi dedicati a Santa Maria, San Pietro e San Michele Arcangelo, è nata a ridosso delle mura della Torre di avvistamento intorno al IX secolo per opera dei monaci sublacensi dell’ordine di San Benedetto.
La torre fu costruita su un preesistente rudere romano per ragioni strategiche con funzione di difesa contro le invasioni Saracene. Essa dominava, infatti, la valle del Sacco, vedetta del Mar Tirreno e sembra che appartenesse direttamente alla Camera Apostolica, anche se era certamente un baluardo difensivo dei territori sublacensi dipendenti dal monastero benedettino di Subiaco. Fu conquistata con la forza nel 1101 da Pietro Colonna. Nel 1315 Rocca di Cave diventa feudo dei Colonna e Pio IV assegnò Cave e Rocca di Cave a Marcantonio Colonna nel 1562; ad eccezione di qualche breve periodo fu quasi sempre di proprietà di quella famiglia. Nel 1675 sembra che la Rocca di Cave fosse ancora in piedi e che occupasse il sito di un antico foro.
Oggi, nel Castello Colonna, ha sede il prestigioso Geomuseo Planetario in cui sono esposte collezioni geopaleontologiche fortemente legate al territorio e risalenti a 100 milioni di anni fa. Il Museo dispone di un laboratorio didattico di Astronomia per le scuole, e un Osservatorio costituito da una cupola di 6 metri di diametro e un proiettore opto digitale da cui è possibile ammirare tutte le stelle del firmamento con serate dedicate a tema.


Inoltre, il Geomuseo dispone di un Planetario recentemente costruito dove è possibile osservare l’esemplare del Dinosauro Tito, il Sauropode i cui resti sono stati scoperti nel 2012 sul territorio di Rocca di Cave e risalenti a 112 milioni di anni fa. Durante l’anno, il Planetario è visitato da scuole, studiosi e curiosi da tutto il mondo che intendono conoscere la storia e l’evoluzione geologica del territorio italico.
Il borgo di Rocca di Cave, attualmente, sta attraversando un periodo di grande trasformazione e di sviluppo che lo proietterà, nell’immediato futuro, in una dimensione di turismo sostenibile in grado di accogliere numerosi turisti, nazionali e internazionali, desiderosi di assaporare uno stile di vita unico, a 40 km da Roma. Villager Hotel, in qualità di azienda attiva nel settore extra-alberghiero nel territorio di Roma e provincia, in collaborazione con il Comune e con la comunità dei rocchigiani, sta dando impulso a questa fase di sviluppo intercettando la domanda turistica che richiede sempre più luoghi immersi nel verde in cui è possibile godere di esperienze all’insegna di percorsi eno-gastronomici, naturalistici e culturali tipici dei borghi italiani. Il turista oggi è alla ricerca di esperienze autentiche, d’interagire con le comunità locali e di creare relazioni che vanno aldilà del soggiorno temporaneo.


Dopo la Pandemia del Covid 19 il mondo è cambiato. Ovvero sono cambiate le priorità e la scala dei valori delle persone che si orientano sempre di più sulla qualità di vita, sulle relazioni autentiche e su uno stile di vita in cui possono esprimere loro stessi e condividere con gli altri sogni, obiettivi e desideri. I borghi italiani e Rocca di Cave tra questi, potranno svolgere un ruolo da protagonisti e facilitatori del cambiamento epocale se sapranno accogliere la sfida aprendo le porte del futuro e delle tante case che aspettano di essere vissute.
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ciao