Parlaci un po’ di te…
Ho sempre avuto la passione per la cucina. Da piccola, osservavo mia madre mentre si muoveva nel suo regno: la cucina. Bravissima, per le ricette tradizionali salentine. Resta scolpito nella mia mente e nel mio cuore il ricordo delle sue mani veloci e sicure, mentreimpastava e sfornava focacce (le Pucce), friggeva le “pittule”, ricavava miracolosamente orecchiette e maccheroni, per la domenica e le feste. Se chiudo gli occhi sento il profumo del sugo di mamma. Unico.
Oltre alla cucina, ho sempre amato gli animali e la natura. Il Casolare Il Gatto Rosso dove abito, è immerso nel verde della Sabina. Qui, insieme a Tommaso, mio marito, ci siamo circondati di amici a 4 zampe: cavalli, cani, gatti. Il Gatto Rosso racchiude tutte le mie passioni. Il Gatto Rosso, Milù, è il primo gatto che abbiamo avuto, da ben 12 anni. Corre sul Ponte dell’Arcobaleno, siamo rimasti amorevolmente e fedelmente legati a lui, e così è nato Il Gatto Rosso Home Restaurant.
Gli eventi che si susseguono nella nostra esistenza, sono tanti e, a volte, ci portano lontano dalla nostra essenza, poi col tempo e la tenacia si approda nella propria isola! Per me è stato così.
Com’è nata l’idea dell’Home Restaurant?
Ho conosciuto la realtà dell’HR molti anni fa. Quando i social non erano ancora quelli attuali, è nata una delle prime piattaforme di Home Restaurant in Italia. Incuriosita dalla novità, ho scoperto questa nuova tendenza del “Ristorante in casa”, completamente diverso dalla ristorazione classica che non mi interessava. Mi ha subito entusiasmato e conquistato, perché mi permetteva e mi permette di dar forma alla mia passione. Ho deciso che l’avrei fatto! Al tempo, abitavo a Roma, non avevo una casa che mi permettesse di ospitare i commensali. Il Gatto Rosso è ideale per cene e pranzi, avendo una sala rustica molto accogliente. Trasferiti qui, spesso ci si riuniva con amici e\o parenti, per cene e pranzi. Frequentemente, mi veniva chiesto: ”… perchè non pensi ad un ristorante?” Ma il mio sogno nel cassetto era un altro: l’Home Restaurant. Come tutti tristemente ricordiamo, nel 2020 è arrivato il Covid, periodo in cui non si poteva andar fuori, non erano permesse le grandi aggregazioni. Così abbiamo organizzato, con diverse coppie di amici, la prima cena ufficiale dell’ HR. E’ stata una cena a base di pesce. Un successone! Una serata, però…con il brivido dell’imprevisto! Quella sera, prima di cena, una sorpresina ci ha fatto andare nel panico! È andata via la corrente, a causa di un temporale. Dopo i primi momenti di smarrimento, il tutto ha preso il verso giusto!…una indimenticabile e romantica cena a lume di candela.Poi…”l’appetito vien mangiando”…e altri banchetti si sono susseguiti.
Cosa pensi ci sia di diverso rispetto alle classiche esperienze di ristorazione?
L’HR, questo sconosciuto, si sta sviluppando in Italia solo negli ultimi anni. In realtà è nato alla fine degli anni ‘90, a Cuba, con le casas particulares (letteralmente “casa privata”) e praticamente si metteva a disposizione la propria casa ai turisti, cucinando anche per loro. Questo fenomeno, poi, si è diffuso spopolando negli Stati Uniti e nel Regno Unito. È proprio per le sue origini che l’HR si differenzia dalla classica ristorazione. Nato da origini semplici e povere si è poi evoluto, diventando un fenomeno di nicchia. Per chi non ha mai vissuto l’esperienza dell’HR, senz’altro quando la si prova per la prima volta, questa supererà ogni aspettativa. L’host dell’HR cura i particolari perché chi lo fa, lo fa solo per passione! Esperienza autentica e familiare, diversa dalla classica cena al ristorante. Mangiare in famiglia, in un ambiente come quello di casa, unico, raccolto e riservato. Che sia in centro città o in zone suggestive di campagna. Ci si sente a casa, perché si è accolti e coccolati dai padroni di casa. Il clima che si respira è gioviale e rilassante. Si conoscono persone nuove, i proprietari di casa e anche gli altri commensali. Caratteristica dell’HR è, per l’appunto, quello della convivialità, della possibilità di socializzare in un ambiente sereno e tranquillo. Caratteristica fondamentale per chi viaggia da solo o anche in compagnia e desidera il rapporto diretto con gli abitanti del luogo e le tradizioni. In un HR si mangia bene e genuino, spesso si gustano piatti all’altezza di una cucina Gourmet a prezzi più
contenuti. A volte danno la possibilità di gustare piatti della tradizione, senza spendere cifre da capogiro e, inoltre, immergersi direttamente nella cultura locale. Come solo una cena o un pranzo in famiglia possono offrire. Beh, direi che la differenza con la ristorazione classica è sostanziale!







Qual è il tuo stile distintivo rispetto agli altri HR?
Per dire la distinzione, dovrei conoscere le caratteristiche degli altri HR. Aldilà di ciò che accomuna gli host dell’HR, l’amore per la cucina e la propensione alla condivisione, posso pensare e elencare gli “ingredienti” de “Il Gatto Rosso”, che probabilmente definiscono il suo stile, e riguardano: cucina, ubicazione, intrattenimento.
La nostra cucina, essendo io salentina trapiantata in Sabina, è basata su piatti genuini e al contempo ricercati. Connubio della tradizione salentina e sabina a cui aggiungo un pizzico di fantasia e curiosità. La quale mi porta a cercare sempre sapori nuovi e ingredienti insoliti, ed a trasformare la tradizione per invertire le regole. Tutto questo si può assaporare, d’inverno, in una accogliente sala con caminetto, un po’ rustica, un po’ shabby, un po’ country, un po’ romantica…un po’ me! D’estate all’esterno, col panorama delle colline sabine, in un contesto romantico, con l’aria pulita, fresca e frizzantina. A questi due ingredienti, si aggiunge l’intrattenimento. Una peculiarità importante è, infatti, quella di proporre cene e pranzi con spettacoli dal vivo, eventi culturali e di altro tipo (musica, teatro, presentazione di libri, eventi olistici). Si cena tutti insieme, intorno ad un unico tavolo con l’Ospite d’eccezione. Oltre ad offrire un’esperienza bellissima e inusuale, l’Ospite fa da legante tra i commensali, il clima che si crea permette una convivialità più intensa e una maggiore socializzazione. Una nostra fedelissima ospite
nel parlare de Il Gatto Rosso una volta ha detto:“Il Gatto Rosso è…come dire…un progetto innovativo, meraviglioso e anche un po’ controcorrente.” Perché a fronte di un mondo che, praticamente, va verso l’annullamento delle relazioni vere e autentiche, per spostarsi su quelle virtuali dei social e via dicendo, consente di passare ogni volta una serata diversa, in un contesto che è sempre lo stesso e che è propizio allo scambio. Però la serata cambia sempre, perché dipende dalle persone, quindi a Il Gatto Rosso si rimette al centro la Persona. La persona con la sua capacità di relazionarsi e, a volte, questo essere catapultati in una realtà nuova, diversa, in mezzo a gente sconosciuta, ti consente di essere veramente te stesso, senza mediazioni . È davvero controcorrente. Tutti conduciamo la nostra esistenza preoccupandoci di nasconderci dietro Facebook, Instagram, etc. Qui da noi sei proprio scevro di qualsiasi sovrastruttura, sei tu con persone che potrebbero essere degli “assassini”, dei professionisti stimatissimi, dei sindaci, degli autisti di pullman o degli artisti famosi. Eppure si sta intorno ad un tavolo e si è capaci di passare una serata insieme, di confrontarsi, di incontrarsi veramente, l’incontro vero! Sarà questo lo stile distintivo de Il Gatto Rosso?
Cosa ne pensi del modello del villaggio diffuso di Villager che vuole far
incontrare i turisti con i nativi del luogo? I turisti con le comunità locali per
creare una reale esperienza di contatto e contaminazione…
Lo scopo degli alberghi diffusi è di offrire agli ospiti un’esperienza autentica in quanto consentono di vivere la vita quotidiana del luogo in cui si trovano. Ciò coincide con quella che è l’essenza dell’ HR. Perciò, senza dubbio, apprezzo il modello di Villager; lo dimostra il fatto che ho scorto Villager sui social, ha attirato la mia attenzione, perché l’unico, secondo me, che annovera e agglomera l’HR in questa esperienza. Villager va oltre e include nel suo modello l’HR e anche altre realtà come il (dog) trekking, le guide turistiche, le aziende agricole, i tour con esperienze uniche in città e tanto altro, consentendo al turista di vivere appieno il luogo meta della sua visita.
Che tipo di clientela solitamente frequenta il tuo HR?
La clientela è di ogni tipo, diversificata per sesso, età ed estrazione sociale. Con sorpresa, ci sono stati gruppi molto giovani, solitamente si pensa che questi siano habitué di situazioni più caotiche e meno di qualità, contrariamente hanno apprezzato e sono ritornati. Sicuramente, tutti i nostri ospiti, hanno in comune la propensione alle nuove esperienze, la capacità di relazionarsi con gli altri, questi sconosciuti, il ricercare prodotti genuini e di qualità, vivere esperienze all’insegna della tradizione e della riscoperta di antichi valori.
Con quale criterio vengono scelti i prodotti agro-alimentari che offri ai tuoi clienti?
Particolarità dell’HR è quello di cucinare in casa, nella propria casa, per i commensali, i quali molto spesso possono essere anche degli sconosciuti. Di solito il proprietario di casa, l’host, condivide il tavolo con loro. Qui da noi, quando si tratta di piccoli gruppi, con immenso piacere siamo al tavolo con i commensali; quando si tratta di gruppi più numerosi (10-20 persone), purtroppo non riusciamo a stare al tavolo, ci uniamo a loro, al termine e condividiamo il dolce e i liquori. Ho precisato questo, per dire che ai miei ospiti offro prodotti agro-alimentari genuini, possono provenire dal nostro orticello o dal
contadino di zona, offro i prodotti che mangio io. Questa scelta riguarda ogni prodotto: l’olio EVO, proveniente da una azienda bio della zona limitrofa, le uova delle galline della contadina, e via discorrendo. Per il vino, la scelta, è ricaduta su vini esclusivamente imbottigliati, garanzia di qualità, tra questi vi è una piccola selezione bio. Non perdiamo mai di vista il focus, il core business è sempre lo stesso: Cortesia informale, qualità, tradizione e innovazione, passione.
Come pensi che evolverà il fenomeno dell’HR?
L’HR è un’esperienza che, finalmente, anche in Italia in molti vogliono vivere, in quanto luogo rassicurante di tradizione. Certamente, a livello quantitativo, crescerà. Attualmente manca una legge ad hoc. Ciò crea confusione, e al contempo ne favorisce la proliferazione. Ben venga l’iniziativa economica privata che è libera (art. 41 della costituzione italiana). Come si evolverà? Purtroppo in Italia, si tende a legiferare tutto e troppo, si tende a tassare tutto e troppo (diventando così fonte di introiti per altri e soffocando l’iniziativa economica privata), si appesantisce tutto con la burocrazia.
Il mio auspicio è quello che tutto ciò non avvenga! I ricavi dell’HR, vanno in redditi diversi, nella dichiarazione dei redditi, perciò non favorisce l’evasione. Cosa non si dovrebbe fare? Rendere tutto più difficile e complicato con un groviglio di leggi e richiedendo permessi e caratteristiche simili alla ristorazione classica, distruggendo totalmente le peculiarità dell’HR. D’altronde, chi va nell’HR, sa di andare in una casa privata e tale deve rimanere. D’altro canto, inserire invece degli strumenti atti ad agevolare l’host e la clientela, quali la possibilità dell’utilizzo del POS, legiferare l’obbligatorietà di registrare la prenotazione con documento di identificazione, ciò è basilare per la sicurezza dell’host e di ogni commensale.
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Maria Rosaria riesce a stupirmi e a deliziarmi sempre con i suoi piatti ricchi di tradizione e di fantasia! Il suo modo di cucinare e’in perfetta assonanza con il carattere unico e speciale de ‘Il Gatto Rosso’, l’home restaurant che Maria Rosaria gestisce insieme a suo marito Tommaso. Qui puoi trovare arte, cultura, tradizioni, passioni ( le piú disparate) e tutto questo degustando pietanze sopraffine da condividere con altri ospiti con i quali, probabilmente, a fine serata ti scambierai il numero di telefono!!